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Lavoro per i giovani : l’orientamento è qui per te

La scelta del lavoro per i giovani si chiama Orientamento!

cambiare lavoro

Fonderei il movimento: “Dignità ai Lavoretti” per saperne di più tu che sei giovane leggi sino in fondo!

Se sei neo laureato o neo diplomato e devi compiere una scelta formativa e lavorativa, l’orientamento fa per te.

 

Sai quali sono i job title che più si addicono a quello che hai in mente, ciò che vorresti fare? Questa domanda è per tutti: junior e senior.

 

La transizione di carriera è una dicitura che abbraccia differenti situazioni, ma tutte afferiscono a quei momenti in cui tendiamo ad avere il controllo consapevole dei processi di trasformazione di vita lavorativa. Nella maggior parte dei casi chi si rivolge ad un un professionista per gestire tali cambiamenti, sono lavoratori maturi, cosi detti “professional”. Cioè coloro che hanno almeno 5/7 anni di esperienza lavorativa.

 

 

                           E il lavoro per i giovani ?

L’orientamento nasce nelle scuole proprio per loro, per accompagnarli alle scelte formative

 

Quando si muovono i primi passi nel mercato del lavoro, quando si cerca la prima occupazione, orientarsi diventa fondamentale:
Analizzare le tue aspettative è utile per indirizzare le future scelte professionali in linea con:

🔆 i tuoi studi
🔆 le attitudini
🔆 le motivazioni
🔆 per definire un piano d’azione

rispondendo a un mercato del lavoro complesso e fluido come quello attuale.

Non accettare la prima cosa che arriva solo per esigenza economica, se possibile attendi e vai tu verso la scoperta dei differenti ruoli e figure professionali!

 

                                    Conoscere permette di scegliere: questo è l’obiettivo dell’orientamento al lavoro per i giovani 

Sai quante volte mi capita di parlare con giovani ai loro primi passi nel mondo del lavoro che, al di là del fatto (importante) se hanno le idee chiare su cosa gli piace e cosa no, possiedono una scarsa idea di come il loro percorso scolastico e accademico possa trasformarsi concretamente in mansioni, ruoli, vere e proprie figure professionali.

 

Questo dipende principalmente da due fattori: sia perché l’attuale mercato del lavoro è costellato da una polvere sempre più ampia di diciture e applicazioni delle competenze tecniche delle quali ha bisogno, sia perché la maggior parte delle volte gli studenti non sfruttano appieno le preziose occasioni di orientamento individuale che gli atenei offrono.

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Cosa cerchi se non sai cosa stai cercando? 

Perché fare un percorso di orientamento

 

I bisogni sono diversi e dipendono molto dall’individuale ed unica storia biografica, ma prevalentemente potrei sintetizzarli così:

  • Capire l’obiettivo: cioè quale ruolo/i, figure professionali mi interessano, mi
    piacciono, vorrei fare, o posso svolgere?
  • Quali gap formativi: cosa mi manca per svolgere quella mansione? quali percorsi
    tradizionali e non, esistono?
  • Ricerca attiva del lavoro: da dove inizio? quali strumenti e come li uso?

Per rispondere a questi bisogni, l’orientamento parte dal BILANCIO PERSONALE e poi si passa all’analisi e RICERCA di informazioni e dati, per conoscere appunto e poi scegliere.

Bilancio personale: in grande sintesi “tutto fa brodo”, ma poi taglia e tieni solo quello che è funzionale all’idea che stai costruendo. Mi spiego meglio, si parte dall’analisi e valorizzazione di tutte quelle esperienze che solitamente vengono “snobbate”:

  • i cosi detti “lavoretti”: ma io dico poveretti, cosa avranno mai fatto di male questi lavori. Ok sono durati poco, ok non ti piaceva, ok serviva solo a stare fuori casa e guadagnare i primi soldi, ma… quanta energia ti hanno fatto tirar fuori? quante abilità, capacità e conoscenze hai sviluppato?
  • sport agonistico e non
  • associazionismo, collettivi o la creazione di un gruppo di lavoro per lo sviluppo territoriale della tua città
  • volontariato, viaggi e formazioni personali
  • la creazione di un sito web o di un canale YouTube o IG seguito o no

Tutto ciò serve! Con l’orientatore puoi vederlo nero su bianco. Serve a te, a conoscerti e a capire cosa ti ha motivato sin qui e cosa oggi sei pronto a lasciare ed a imparare di nuovo. Alcune attività deciderai di inserirle nel Curriculum Vitae altre no.

L’indagine puntuale della scelta scolastica ed accademica è poi fondamentale:

  • cosa ti ha spinto a scegliere proprio quella facoltà?
  • come hai creato il piano di studi? quali materie hai studiato con più facilità e ti sono piaciute?

Solo da qui si può partire con la ricerca e valutazione dei corsi di specializzazione, master e/o primi impieghi – lavori retribuiti, degni di questo nome: ore impegnate per produrre un prodotto /servizio, possibilmente sentendoci soddisfatti, ovvero in un contesto che sappia utilizzare le nostre attitudini e risorse, e facendoci retribuire per questo.

 

Qualche giorno fa ho fatto una bella chiacchierata con Viviana Premazzi di Global Mindset Development – GMD Malta
in cui descrivo l’orientamento formativo e professionale, soprattutto come lo faccio io quotidianamente nei percorsi individuali: se vuoi GUARDALA QUI e trova qualche spunto per #curriculum e #linkedintips

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Fermati qui e ora – nel tuo presente e fai l’IDENTIKIT DELLE TUE COMPETENZE: incontri individuali di Orientamento al Lavoro permettono di confrontare o far emergere le esigenze professionali e formative, le aspettative e motivazioni.

Serve dunque da parte dei giovani, una maggiore consapevolezza sia delle loro capacità sia di quella che è la realtà del mondo del lavoro,
con le sue regole, la sua organizzazione, la sua logica. Andare alla conoscenza delle professioni e le competenze richieste dalle imprese in anticipo, prima della scelta universitaria e durante!

Sara Magliocca Consulente di Carriera

 

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